CataniaMiaDedicato alla mia città ,alle sue pietre che da rosse diventano nere.






In occasione del 174°anniversario della morte,Catania finalmente si preoccupa di celebrare un suo illustre figlio:Vincenzo Bellini.
Con il Patrocinio della Provincia,del Comune di Catania e della Regione Siciliana "nasce" il festival Belliano.Vincenzo Bellini è un vanto per la nostra città e rendergli omaggio con una manifestazione celebrativa potrebbe rappresentare un imput per la rinascita sociale e culturale di Catania, per la sua immagine,per un una rivalutazione della stessa come meta turistica,insomma,finalmente un evento positivo per questa nostra bistrattata città.
Sarebbe stato altresì opportuno,però, che gli organizzatori di questa manifestazione si fossero ricordati che il Festival Belliniano esisteva già da molti anni e che,nelle passate edizioni, si sono esibiti in onore di Bellini artisti di fama internazionale.Insomma,questo festival non è una nuova invenzione,ma un fatto acquisito. Per anni.Poi chissà perchè e per chì,del Bellini e del Festival c'è non se ne parlò più.
Silenzio assoluto!Cose di Catania.
Comunque sia,godiamoci adesso la RIAPERTURA di questa bella manifestazione che è partita Sabato 12 e si concluderà il 23 Settembre.Il programma prevede una serie di concerti,mostre,convegni dedicati al nostro"Cigno".
Ah, dimenticavo! Si celebra Bellini,ma sulla sua tomba,all'interno del Duomo di Catania,ci si è dimenticati di posare anche un solo fiore.Sono sempre cose di Catania
.![]()
Francesca Litrico
categorie: catania, bellinifestival, festival bellinianoPiù di otto secoli fa le reliquie di San'Agata tornavano a Catania dopo un lunga assenza.Da allora ,ogni 17 Agosto,si festeggia questo evento.E' una festa più contenuta,negli sfarzi e per il minore afflusso di fedeli rispetto a quella del 5 Febbraio, ma è proprio questo il fascino di questa ricorrenza.Sono solo poche centinaia di fedeli quelli che si ritrovano di primo mattino ad attendere le sacre reliquie all'uscita della "cammaredda",molti riusciranno a sfiorare la "Vara",o addirittura a baciare il reliquario con la mano della Santa.
Tra le lacrime.
Anche questa è Catania.

Che fosse il suo colore originale o semplicemente sporcizia,poco importa,noi catanesi eravamo abituati a quella cupola grigio-nero-rossiccio.Invece il restauro c'è l'ha restituita bianca. La cupola della Badia di Sant'Agata adesso ha l'aspetto di un confettino di mandorla,scusatemi tanto ma io la preferivo "sporca"....

Il t
Storia sismica di Catania |
|||||||
|
Is |
Anno |
Mes |
Gior |
Area Epicentrale |
Io |
Mw |
|
|
10-11 |
1693 |
01 |
11 |
Sicilia orientale |
11 |
7.41 |
|
|
10 |
1169 |
02 |
04 |
Sicilia orientale |
10 |
6.60 |
|
|
7-8 |
1542 |
12 |
10 |
Siracusano |
10 |
6.62 |
|
|
7-8 |
1848 |
01 |
11 |
AUGUSTA |
8 |
5.48 |
|
|
7 |
1716 |
12 |
01 |
CATANIA |
7 |
5.17 |
|
|
7 |
1818 |
02 |
20 |
Catanese |
9 |
6.00 |
|
|
6-7 |
1536 |
03 |
23 |
CATANIA |
6-7 |
5.03 |
|
|
6-7 |
1698 |
04 |
12 |
VIZZINI |
7 |
5.25 |
|
|
6-7 |
1908 |
12 |
28 |
Calabria meridionale |
11 |
7.24 |
|
|
6 |
1818 |
03 |
01 |
Monti Iblei |
7-8 |
5.63 |
|
|
6 |
1959 |
12 |
23 |
PIANA DI CATANIA |
6-7 |
5.23 |
|
|
6 |
1990 |
12 |
13 |
Sicilia sud-orientale |
7 |
5.68 |
|
|
5-6 |
1537 |
05 |
|
CATANIA |
5-6 |
4.63 |
|
|
5-6 |
1846 |
04 |
22 |
CATANIA |
5-6 |
4.63 |
|
|
5-6 |
1949 |
10 |
08 |
NOTO |
6-7 |
5.18 |
|
|
5 |
1669 |
03 |
10 |
Nicolosi |
8-9 |
4.83 |
|
|
5 |
1783 |
02 |
05 |
Calabria |
11 |
6.91 |
|
|
5 |
1879 |
06 |
17 |
Area etnea |
9 |
5.06 |
|
|
5 |
1905 |
09 |
08 |
Calabria |
11 |
7.06 |
|
|
5 |
1914 |
05 |
08 |
Area etnea |
9 |
5.30 |
|
|
5 |
1928 |
03 |
07 |
CAPO VATICANO |
7-8 |
5.90 |
|
|
5 |
1934 |
09 |
11 |
MADONIE |
6-7 |
5.03 |
|
|
4-5 |
1635 |
08 |
12 |
MESSINA |
6-7 |
5.03 |
|
|
4-5 |
1883 |
04 |
05 |
NICOLOSI |
6-7 |
4.29 |
|
|
4-5 |
1894 |
08 |
08 |
Area etnea |
9-10 |
5.23 |
|
|
4-5 |
1894 |
11 |
16 |
Calabria meridionale |
8-9 |
6.05 |
|
|
4-5 |
1907 |
10 |
23 |
Calabria meridionale |
8-9 |
5.93 |
|
|
4-5 |
1978 |
04 |
15 |
Golfo di Patti |
9 |
6.06 |
|
|
4-5 |
1983 |
07 |
20 |
VIAGRANDE |
6 |
4.47 |
|
|
4-5 |
2002 |
10 |
29 |
BONGIARDO |
8 |
4.80 |
|
Legenda: |
|
||||||
|
Is |
= |
Intensità sismica risentita a Catania (MCS) |
|
|
|||
|
Io |
= |
Intensità epicentrale (MCS) |
|
|
|||
|
Mw |
= |
Magnitudo (Richter) |
|
|
|||
I due eventi più importanti dei secoli scorsi sono considerati, per la città di Catania, il terremoto distruttivo del 1693 e quello, capace di generare danni significativi, del 1818, i quali sono stati scelti come riferimento nel progetto Risk-UE (anno 2004) per i due scenari di livello I e II. All’evento di livello I si associa la frattura di un segmento importante, lungo 60-70 Km, della faglia Ibleo-Maltese (magnitudo Richter = 7.4), mentre l’evento di livello II è associato ad una rottura di faglia relativamente profonda sul fianco N dell’Etna (M = 6.0).
Per l’analisi di tipo probabilistico nello stesso progetto Risk-UE è stata calcolata, con un modello delle Zone Sismogenetiche che governano la sismicità della Sicilia orientale, la pericolosità sismica, intesa come severità dello scuotimento atteso a Catania per un periodo di ritorno di 475 anni, che in campo europeo è il valore di riferimento per l’Eurocodice sismico. Tale scenario probabilistico stima per l’area urbana di Catania valori di accelerazione massima compresi tra 0,15g e 0,25g, coerenti con l’attuale posizione di Catania in zona 2 della classificazione sismica.
La mappa di pericolosità sismica elaborata dal INGV (Ordinanza PCM 28/04/2006 n. 3519, All. 1b), espressa in termini di accelerazione massima del suolo con probabilità di eccedenza del 10% in 50 anni riferita a suoli rigidi, indica per il territorio comunale di Catania valori di pericolosità analoghi, compresi tra 0,2g e 0,225g nella parte urbanizzata del territorio, e 0,225-0,25g nella parte sud del territorio comunale.
La Regione Sicilia, con la deliberazione n. 408 del 20/03/2003 che recepisce l’Ordinanza PCM 20/03/2003 n. 3274”, ha confermato la classificazione sismica in zona 2 del comune di Catania, prescrivendo anche come obbligatorie le verifiche di zona 1 per le strutture strategiche, che nella deliberazione stessa sono elencate per categorie tipologiche in un elenco allegato.
Nell’ambito dello studio geologico preliminare al Piano Regolatore Generale (anno 2004) è stata redatta una carta delle pericolosità geologiche di dettaglio che tiene conto delle caratteristiche litotecniche dei terreni e delle possibili amplificazioni degli effetti di un input sismico per: amplificazione relativa, franosità, liquefazione.
Come scenario per il presente Piano si ritiene opportuno fare riferimento a quello utilizzato per l’esercitazione Eurosot del 2005, che è stato ottenuto assumendo le stesse coordinate di epicentro dell’evento catastrofico del 11 gennaio 1693, ma associandole ad una magnitudo inferiore, considerando in tal modo un evento che ha maggiori probabilità di ripetersi.
Va evidenziato che – di norma – un evento di questo genere esula dai limiti della pianificazione comunale poichè, secondo la legge 225/92, è di tipo C, e prevede quindi la dichiarazione dello stato di emergenza e la nomina di un commissario delegato.
Ma è stato ritenuto uno scenario preferibile potendosi facilmente adattare il modello di intervento anche ad eventi di minore intensità, semplicemente eliminando le attività non necessarie.
Il terremoto assunto come riferimento, quindi, ha le seguenti caratteristiche:
- Coordinate epicentrali: Long. 15.020 – Lat. 37.130
- Comune epicentrale: Sortino
- Magnitudo: 6.8
- Intensità epicentrale: 10-11 MCS
- Intensità macrosismica risentita: 8.1 MCS
Per il comune di Catania è stato stimato il grado di danno in base alle 5 classi di danno definite dalla scala MSK, con il seguente risultato:
|
Grado di danno |
Tipo di danno |
N.° di abitazioni |
|
5 |
Danno totale (collasso) |
972 |
|
4 |
Distruzione (crollo parziale) |
10.380 |
|
3 |
Danno forte (lesioni gravi) |
8.839 |
|
2 |
Danno medio (lesioni minori) |
26.804 |
|
1 |
Danno lieve |
- |
Incrociando i dati relativi al danno dell’edificato con i valori di esposizione della popolazione, si è ottenuto lo scenario di evento che segue:
|
Abitazioni crollate |
972 |
0,73% del totale |
|
Abitazioni inagibili |
13.915 |
10,38% del totale |
|
Abitazioni danneggiate |
32.107 |
23,95% del totale |
|
Popolazione coinvolta in crolli |
1.965 |
|
|
Numero di vittime |
590 |
|
|
Numero di feriti |
1.769 |
|
|
Numero di senzatetto |
27.016 |
|
La distribuzione territoriale del danno medio dell’edificato è quella rappresentata nella figura che segue, da cui risulta che le zone della città a rischio più elevato sono le seguenti:
- La parte di centro storico racchiusa da via Plebiscito ad Ovest, da via Umberto a Nord, e da via Dusmet a Sud.
- Una vasta area del quartiere Picanello.
- Le zone di edilizia popolare nel quartiere S. Leone.
- Buona parte dell’edificato intorno alle vie Acquicella, Acquicella Porto e Zia Lisa.
Danno Alto (viola)
Danno Medio (giallo)
Danno Basso (celeste
Potete trovare questa pagina al seguente indirizzohttp://www.comune.catania.it/il_comune/organizzazione/protezione_civile/rischio-sismico/
Alla luce di questo probabile scenario,mi piacerebbe sapere cosa si sta facendo al Comune di Catania in materia di prevenzione,di consolidamento di strutture,etc...COSA ?

L'amore per la mia città e la passione per la sua storia hanno motivato la nascita di questo blog.Catania è,come ho detto tante volte,una città unica al mondo,per la sua posizione all'ombra del Vulcano,per la sua storia,per i suoi uomini.Questo blog è solo un mio quaderno di appunti,foto e riflessioni da semplice appassionata.Un quaderno spesso trascurato perchè a volte la realtà del presente è talmente pesante da azzerare la voglia di guardare al passato.Ho potuto constatare a mie spese la poca serietà della classe politica locale,ed è sotto gli occhi di tutti la situazione del Comune di Catania.E per chi ancora conservava qualche illusione,poche settimane fa la trasmissione Report ha scoperchiato una vera e propria fogna:Almeno dieci anni di pessima amministrazione hanno distrutto questa città e quel che è peggio hanno azzerato le speranze dei catanesi.Addirittura un mio amico mi ha suggerito di chiudere questo blog ritenendo che dovremmo vergognarci di essere catanesi,non vantarcene. Ovviamente non lo farò, e ritengo che dietro questo consiglio ci sia solo un enorme disinteresse,un apatia che accomuna molti catanesi inconsapevoli del fatto che questo atteggiamento ci rende molto simili a coloro che hanno derubato Catania.Mi spiace essere stata poco presente sul blog,il quale considerato l'argomento piuttosto ostico registra un sorprendente numero di visitatori in soli 11 mesi.
GRAZIE 6454 volte
Francesca Litrico
Anche quest'anno si compie il solito rito,in occasione dell'8 Marzo pizzerie,pub,discoteche traboccano di donne parate a festa,scappate dalle loro case dopo aver mollato marito e figli senza troppe scuse,nel pieno esercizio del diritto fondamentale della casalinga frustrata.Si, l'8 marzo rappresenta per molte donne il raggiungimento della parità con l'uomo,una conquista sociale.Dopo un lungo pomeriggio trascorso tra parrucchiere e prove d'abito la Donna evoluta,solitamente in branco,si reca nel locale delle Pari Opportunità,dopo una gustosa cena precotta arriva il momento agognato:Lo streap!!Il protagonista è solitamente un ragazzino dell'età del figlio(spesso del nipote) che nel compimento della svestizione non manca di invitare a ballare le spettatrici,le più disinibite non mancano di farsi toccare,e palpare a piene mani....Si abbiamo raggiunto la parità!!Siamo idiote come gli uomini.
Dall'anno 251 a Catania si venera Sant'Agata.Questo culto,radicato com'è nei catanesi e nella città stessa va oltre la normale dimensione di festa popolare.Il legame tra la Santa e Catania è talmente forte e intenso quanto difficile da comprendere.Agata non è soltanto la Patrona,Agata è Catania.

Il terremoto del 1693.
Volevo scrivere un semplice post,è venuto fuori un post-fiume,sono troppe le cose da dire,ho aggiunto foto,immagini,precisazioni,note e altri piccoli post nel post.E continuerò a farlo.
Ringrazio i blog-amici che mi hanno inviato messaggi ed e-mail.
GRAZIE
Francesca

Prima del post sul terremoto del 1693 vorrei ricordare che proprio in questi giorni ricorre il centesimo anniversario del terribile sisma del 1908 di Messina e Reggio Calabria.Fu un terremoto catastrofico,il peggiore del '900 e costò la vita a 100.000 persone.


IL TERREMOTO DEL 1693
Ha raso al suolo in pochi attimi gran parte della Sicilia,in particolar modo Catania, seminando terrore,morte e distruzione.Una catastrofe che ha cancellato secoli di civiltà,ed ha condizionato certamente l'evoluzione,il destino,la storia di molte città siciliane.
Dentro questo dramma però, c'è una lezione di vita per noi contemporanei,il ricordo delle centinai di migliaia di siciliani sepolti sotto le proprie case dovrebbe essere di monito affinchè si costruiscano edifici sicuri,nel rispetto delle norme antisismiche.C'è il coraggio e la forza d'animo di un popolo che in quella tragica occasione dimostra che vale la pena di lottare per il bene comune.Un popolo composto da pochi superstiti grazie ai quali la città di Catania ha continuato ad esistere.
A loro voglio dedicare questo ed i prossimi post sul terremoto del 1693.
SECOLO MALEDETTO
Il Vicerè sbarca in Sicilia in uno dei periodi meno felici per l'isola,il Seicento è un secolo costellato da una serie infinita di eventi drammatici;epidemie,carestie,incursioni barbariche.Nel 1669 l'Etna si è resa protagonista spingendo le sue lave ben oltre la riva del mare dopo aver seppellito quindici paesi e buona parte della stessa Catania.-
"Un secolo maledetto!Speriamo vada via in fretta"- questo si saranno augurati gli sfortunati siciliani di quei tempi, salutando senza nostalgia la fine del 1692. Diciannovemila catanesi brindarono all'arrivo del '93,molti di loro avevano ancora negli occhi la lava che 24 anni prima aveva seppellito le proprie case, avevano udito,e non è cosa da tutti i giorni, lo screpitio del fuoco che combatte con l'acqua.Di fronte a quello spettacolo della natura non tutti resistettero, parecchi andarono via lasciando in mano ai più tenaci e coraggiosi le sorti di Catania. Con amore e pazienza ricostruirono le proprie case e la propria esistenza.
Nessuno di loro,nessuno in quell'inizio d'anno, poteva immaginare che da li a pochi giorni sedicimila catanesi sarebbero stati seppelliti dal terremoto di magnitudo più elevata verificatosi sul territorio europeo.
UNA CITTA' VIVA

La Sicilia seicentesca è dominata a distanza dal Re spagnolo tramite i Vicerè. Euzeda da più di cinque anni risiede a Palermo,dal lussoso palazzo reale tiene le fila dell'Isola,la Trinacria è amministrativamente divisa in tre parti,o per meglio dire in tre "Valli":Val Demone, 84 centri sparsi lungo la costa tirrenica. Val di Mazara che comprende tutta la costa occidentale con i suoi 54 centri urbani. Val di Noto,solo 40 centri distribuiti su un vastissimo territorio dominato dall'Etna.
All'alba del '93 la città di Catania vanta ancora la maestosa cattedrale medievale al cui interno sono custodite le sacre reliquie di Sant'Agata e il suo immenso tesoro,magnifici dipinti ed un pregiato coro ligneo.La facciata della chiesa è spettacolare, il campanile con i suoi 90 mt d'altezza è il terzo d'Italia e la sua campana maggiore pesa quasi 8000 kg.La "platea magna"sulla quale sorge la maestosa chiesa rappresenta il cuore della città,li si trova la "Loggia",così è chiamato il palazzo senatorio.Sulla stessa piazza: Il palazzo del Capitano del popolo,il Vescovado,la Corte del Vescovo, il Seminario dei Clerici,tutt' intorno i palazzi della nobiltà catanese e poco distante la sede della prestigiosa Universita,la più antica della Sicilia.E ancora il castello svevo voluto da Federico II°. Catania nel seicento,nonostante le difficoltà,è un centro culturale vivo e rinomato.
LA PRIMA SCOSSA
Tra le 4 e le 5 della notte di venerdi 9 Gennaio,si abbatte sulla Sicilia fino all'isola di Malta una scossa di terremoto di notevole intensità,probabilmente non una ma tre scosse distinte, avvertite a breve distanza l'una dall'altra.Per prima trema Malta poi la Sicilia meridionale infine la zona settentrionale dell'Isola.La gente fugge per le strade terrorizzata,alcuni edifici crollano,altri rimangono danneggiati,in diverse località della sicilia orientale si contano delle vittime.Le ore successive trascorrono nell'attesa di altre scosse e sopratutto della temuta replica dopo 24 ore,replica che non si manifesta.E nemmeno il consueto sciame sismico.Tuto tace.Questo strano comportamento della natura convince gran parte della popolazione a rientrare in città dai luoghi sicuri quali le campagne dove molti hanno trovato rifugio.Una lieve scossa si verifica la domenica mattina,nessun danno,solo una grande paura per i siciliani ignari di cio che si sarebbe scatenato poche ore dopo.
TUTTI A MESSA
La domenica pomeriggio le ventuno chiese di Catania erano colme di fedeli desiderosi di ringraziare il padreterno per lo scampato pericolo.Una folla dissennata,disordinata ,accalcata dentro la cattedrale la cui torre campanaria era stata danneggiata dalle scosse precedenti .Erano presenti tutti:il clero,i nobili,gli amministratori della città.Questi occupavano il coro della chiesa a pochissima distanza dalla cappella di Sant'Agata dove,in segno di ringraziamento e di fede, erano esposte le sacre reliquie .La funzione religiosa era presieduta dal canonico Giuseppe Cilestri essendo assente Monsignor Riggio in viaggio per Roma dove sarebbe stato consacrato Vescovo.Pochi istanti e Don Cilestri avrebbe dolcemente afferrato la sacra reliquia,si trattava della mammella di ant'Agata racchiusa in una piccola teca di vetro,l'avrebbe sollevata in segno di trionfo,quindi seguito dai fedeli, avrebbe tenuto testa ad una processione che si sarebbe svolta lungo le principali vie della città. Mancava poco,solo qualche attimo e forse tante vite umane sarebbero state risparmiate.Invece,con la tempistica degna di un film catastrofico, in quel tiepido inverno la natura si abbattè con violenza inaudita sulla sicilia orientale.Un terribile boato e poi una lunga e furiosa scossa cancellò intere città.La torre campanaria del Duomo catanese si frantumo,l'immensò campanone precipitò sulla volta e quindi dentro la chiesa seppellendo migliaia di persone.Una nuvola di fumo nero e denso avvolse Catania. Crollarono tutti gli edifici pubblici,tutte le chiese,gli ospedali,il palazzo dell'Università,la Loggia e tutte le abitazioni.ln Catterale resistettero le tre possenti absidi normanne,al riparo sotto la maggiore di queste il Canonico Cilestri si salvò e con la sacra reliquia in mano fuggì dalla porta laterale del Duomo,con lui il nipote Giuseppe, patrizio della città, e il senatore Pietro Moncada.
![S.Ag.reliqiamammella[1]](http://files.splinder.com/5ba9c107cae169b55ba6f613fb8c52ee.jpeg)
"Il Canonico Cilestri chiamò intorno a se i restanti vivi catanesi,li esortò a sperar bene,e mostrando loro la reliquia di S.Agata,solo loro conforto,e solo nume che poteva ancora legarli a quel sito infelice li persuase a seguirlo .Uscì per la Porta del Porticello e giunto con essi al bastione grande .Addobbò ivi una piccola cappella di legno e vi depose quei sacri corpi in nome della patria.Essa fu il principio della nuova città,l'aurora della nuova Catania" Ferrara.
In ogni parte della città si piangeva,si urlava,si invocava aiuto.Si moriva.Sedicimila morti su una popolazone di diciannovemila persone,queste le stime più attendibili.E come se tutto ciò non bastasse, dopo mesi e mesi di siccità si scatenò un violento nubifragio che tolse a molti la speranza di essere tratti in salvo,anzi quell'acqua infiltrandosi tra i cumuli di pietre anticipò la fine di molti. Il mare fece la sua parte,si ritirò e dopo alcuni minuti lo tzunami rovesciò le imbarcazioni ed entrò dentro le mura della città sommergendola fino all'attuale Piazza Mazzini.

LO TZUNAMI
"Viddesi il mare nell'istesso punto scoppiare un fierissimo rimbombo,quasi che per l'orrore,avesse buttato un sospiro.Fù tanto il fremito di esso elemento,che sembrò giusto,si come avessero tutte in un botto crepate le artiglierie del mondo".C Muglielmini.
"E da lungi vide elevarsi dalla città una nuvola di polvere che ingombrò il giorno,molte strisce di fiamme dalla bocca dell'Etna ,e udì non solo il fragore del vicino mare,ma quell'orribile sparo sopra accennato"F.Ferrara
STORIE VERE
Di ciò che accadde quell'undici gennaio ci da un amplio e dettagliatissimo resoconto Salvatore Nicolosi nel suo "Apocalisse in Sicilia":Per nove giorni un poveraccio vivacchiò sotto le rovine del Duomo di Catania finchè i soccorritori riuscirono a salvarlo-Una donna fu giorni 14 sotto le fabbriche sostentandosi col braccio del marito morto-Un cane sotto le rovine per giorni 38,creduto persona umana fu sfossato e vive-A CapoMulini si aprì la terra e inghiottì due uomini,a segnar il punto in cui essi venirono inumati rimase fuori la mano di uno di loro-Una donna rimase sotterrata per 31 giorni e si mantenne viva per aver casualmente trovato accanto a se un barile di fichi secchi...
Sicilia flagellata

Lo spettacolo che offre Catania all'indomani del terremoto è raccapriciante.Il cielo nero di pioggia e di polvere lascia filtrare un filo di luce che mette a nudo gli orrori provocati dalla furia della natura;tra cumuli di pietre giacciono i morti,accanto mattoni,legni,vetri,mobili,abiti,oggetti preziosi,stracci.Oro e fango.Tutto ridotto in macerie.Spesso da quelle macerie provengono urla e gemiti,si scava anche a mani nude sperando di strappare alla morte i propri cari.Ovunque incombe la disperazione.Come condannare chi adesso vede la fuga come l'unica soluzione possibile? Fuggire!La situazione e tragica,surreale,lo stato d'animo impone a molti di andare via da Catania,di cercare rifugio nelle città vicine.Non tutti lo faranno! In questi momenti drammatici si cominciano a delineare le figure che saranno i punti di riferimento per gli scampati e gli artefici della prossima ricostruzione.Primo tra tutti il canonico Cilestri,miracolosamente scampato al crollo della cattedrale insieme a suo nipote Martino, patrizio della città .Con loro un uomo coraggioso: è Niccolò Tezzano,medico e professore d'università, anch'egli scampato al crollo dell'ospedale dove probabilmente si trovava al momento della scossa.Tezzano non si perde d'animo e si da subito da fare;in un rifugio di fortuna improvvisa un ospedale,si preoccupa di far seppellire i morti,infonde coraggio agli scampati.Incredibile a credersi ma questo coraggioso medico riuscirà, dopo poche settimane in una baracca di legno a far riprendere le lezioni per gli studenti dell'Università di Catania. In un secondo tempo si occuperà della ricostruzione dell'ospedale San Marco,in piazza Stesicoro.. 
"I viveri erano erano sepolti, la fame cominciava a farsi sentire,Cilestri aiutato da suo nipote e Patrizio, Martino Cilestri andò scavando e ne trovò.Furono consumati,e quei poveri consunti della miseria volevano altrove portarsi; egli li pregò li trattenne,scavò sotto altre rovine..."
SICILIANI ALLA PROVA

Altre città siciliane oltre Catania furono distrutte quell'11 Gennaio.Crollò Noto,la città che dava il nome all'intera valle, che venne ricostruita altrove. Stessa sorte anche per Grammichele(all'epoca Occhiolà)Quasi distrutte Lentini,Augusta.E poi Siracusa,Acireale, Avola.L'elenco è lunghissimo,quasi tutte le città della Sicilia orientale contarono i propri morti.A Palermo la scossa fu avvertita ma non ci furono grossi danni e nemmeno perdite umane.Messina subì dei danni ma resistette e diede rifugio a parecchi catanesi. Da tutta la Sicilia arrivarono gli aiuti, e non solo,arrivarono anche gli sciacalli.Che strana varietà di persone:Volontari giunsero da ogni parte del Regno animati da un grande senzo di fratellanza e di solidarietà prodigandosi in ogni modo per trovare qualcuno ancora in vita,nel frattempo gentaglia senza scrupoli si avventò su Catania saccheggiandola di quel poco che era rimasto d'intero sotto le macerie,uccidendo senza pietà chiunque tentasse di ostacolarli.
"Melior de cinere surgo"
Sono trascorsi ventiquattrogiorni dal "tremuoto".Un improvvisata delegazione ufficiale attende speranzosa l'arrivo del Vicario del Re .E' il Duca Giuseppe Lanza di Camastra,il Vicerè Uzeda lo ha investito di poteri assoluti per affrontare la difficile situazione delle città terremotate.Il Duca non è certo un giovanotto,ha più di sessant'anni ma è un uomo forte e determinato,inoltre ha una certa esperienza in fatto di disastri:pochi anni prima il paese di Santo Stefano di Mistretta fu seppellito da un alluvione,i suoi abitanti si rifugiarono nelle terre più a valle,il proprietario di quel vasto territorio costruì per loro un nuovo paese,quell'uomo era il Duca Di Camastra,in suo onore quel paese fu chiamato Santo Stefano Di Camastra.Il Duca, dopo un viaggio travagliato tra paesi disastrati giunge a Catania,al suo seguito una carovana di gente:,segretari,assistenti,gendarmi,manovali.E poi soldi e cibo.
Figurarsi con quale stato d'animo è atteso dai due Cilestri zio e nipote,dal senatore Moncada,dal medico Tezzano,dal Principe di Biscari. Tutti i cittadini sono in trepidante attesa dell'inviato del Rey.C'è anche chi non ha tanta voglia d'incontrarlo:i delinquenti,per loro il Duca farà issare le forche...Il governo spagnolo ha dato pieni poteri al Camastra,Re e Vicerè affrontano adeguatamente la situazione,arrivano vettovaglie e denaro,vengono precettati medici e personale sanitario,viene ordinata la costruzione di uffici pubblici, si tratta di semplici baracche di legno ma è già qualcosa.Con l'arrivo del Duca di Camastra si riaccende la speranza,si getta il primo seme della rinascita,sarà un lungo e non facile percorso irto d'ostacoli.La città per anni sarà solo un immensa baraccopoli, centinaia di scosse d'assestamento faranno traballare gli animi,ma l'idea della nuova Catania è già nella mente e nel cuore di molti. 
"Da dove cominciamo Signor Duca?" Avranno domandato gli uomini del Vicario."Intanto bisogna potersi muovere.Dobbiamo aprire dei varchi per rendere praticabili le strade." Inacessibile per l'immensa quantità di rovine è il tratto compreso tra l'attuale piazza Stesicoro e il Duomo,questa strada è una delle prime ad essere spianata,il Camastra in persona lo percorre per primo.Che scena! Maestosamente in groppa al suo cavallo galoppa fino ad arrivare al Duomo,alla porta della Santuzza.Gesti plateali che infondono speranza,emozione,commozione, in un clima pesante,con l'aria ancora intrisa di un odore pestilenziale.C'è da riesumare migliaia di cadaveri e non sempre è un operazione fattibile, spesso si ricorre al fuoco.Altri morti,quelli ancora seppelliti dalle rovine dovranno attendere mesi prima di trovare pace.Riguardo le abitazioni il Duca ricorre alla completa demolizione di tutti gli edifici,anche di quelli solo parzialmente danneggiati,nulla resterà in piedi.Il motivo di queste decisioni drastiche è presumibilmente l'idea della prossima ricostruzione secondo uno schema ben preciso.Non tutti apprezzeranno le scelte del Duca,a proposito dei danni provocati dal terremoto il popolo dirà"Parte Dio,parte Camastra".
Nel giugno 1693 il duca scriveva a Madrid : "Le calles mayores sono state liberate e los cabballeros possono iniziare a ricostruire le proprie case lungo i loro fronti"
ll Vescovo "di ferro"
Monsignor Andrea Riggio ricevette la notizia del terremoto mentre si trovava in viaggio per Roma, si recava dal Papa che l'avrebbe consacrato Vescovo di Catania.Il destino lo aveva messo in salvo probabilmente per consenteglirli di dedicare la sua vita all'appassionata ricostruzione della sua diocesi.Ottenuta l'investitura, Riggio rientrò a Catania alla fine di Aprile 1693, cioè tre mesi dopo il terremoto.Nel frattempo,come abbiamo visto, Monsignor Cilestri aveva eroicamente gestito il suo ruolo di Vicario,elargendo fede,coraggio e all'occorrenza anche il pane ai sopravissuti.Don Martino Cilestri continuava a svolgere con ardore l'incarico di Patrizio della Città(una sorta di sindaco moderno)Il nobile Paternò Castello esercitava la funzione di Capitano di Giustizia e il Prof.Tezzano portava avanti la sua missione di medico.Il tutto con la supervisione e l'estenuante collaborazione del Duca di Camastra.Questi gli artefici della ricostruzione ai quali ora si aggiunge prepotentemente Monsignor Riggio.Dopo essersi inginocchiato davanti alle rovine della Cattedrale si pone come obiettivo la ricostruzione di quella e di altre chiese,del Seminario e del Palazzo Vescovile.Lo scopo è nobile come il suo animo generoso e intrepido,purtroppo il suo carattere è spigoloso e spesso entrerà in contrasto con gli amministratori,col Vicario stesso.Le prime discordie riuardano la proprietà dei terreni dove sorgevano le chiese crollate;"Sono demanio municipale"sentenzia Camastra,così la prima battaglia la perde Riggio.Anche la sua richiesta di fondi sarà respinta dal governo spagnolo con la motivazione ineccepibile di dover far fronte ad emergenze ben più importanti delle ricostruzioni di edifici sacri.
Il Riggio decide di affilare le armi.
Di concerto col Vescovo di Siracusa chiede ed ottiene dalla Santa Sede che siano riconosciuti alla Chiesa i lasciti rimasti senza eredi, tali beni inoltre saranno esonerati dal pagamento di tasse e gabelle,la qualcosa non sarà affatto gradita dal Vicerè:Si tratta di un immensa quantità di denaro che servirà alla ricostruzione di chiese,conventi e monasteri.Questa concessione è fondamentale perchè rappresenta una grande opportunità per il Clero catanese e siracusano di poter far risorgere i propri edifici.
LA STRADA DEI CROCIFERI
Riconosciuta dall'UNESCO Patrimonio dell'Umanità.


In 200 metri 4 chiese,un convento e un collegio.La via Crociferi è la conferma che quell'opportunità che ebbero Riggio e la sua Chiesa non venne sprecata,anzi il Vescovo di ferro non si tirò indietro nemmeno quando dovette tirar fuori i propri personali denari per portare avanti i grandiosi progetti dei quali fu l'artefice. Nè quando dovette inimicarsi col Palazzo Catanese. Le occasioni non mancarono.Teatro dello scontro proprio la via Crociferi:Mons Riggio ritiene oppurtuno riunire i due tronconi dell'edificio che ospita il convento di clausura di San Benedetto, che sorgono su lati opposti della via Crociferi con un arco che consenta il passaggio dall’interno allo scopo di accedere all’omonima chiesa senza che le suore siano costrette ad uscire dal convento. L’unico modo per collegare i due tronconi del monastero è quello di metterli in comunicazione con un arco. Ma i Deputati ritenendo questa soluzione di cattivo gusto si oppongono drasticamente. Riggio per tutta risposta minaccia di scomunica sia i Deputati sia i Giudici del Real Patrimonio.Poi decide di mettere i suoi avversari dinanzi al fatto compiuto: forte della formidabile potenza delle immunità ecclesiastiche fa costruire, in una sola notte secondo la testimonianza del canonico Francesco Strano, l’arco della discordia e per di più per sottrarre i manovali alla giustizia,li insigne degli ordini minori in modo che siano soggetti solo alla giurisdizione vescovile.
UNA RIVINCITA TARDIVA
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Per il suo turbolento carattere,per la sua innata capacità di crearsi nemici giurati Riggio sarà costretto ad un esilio forzato nel corso del quale sarà lusingato da importanti incarichi,verra n ominato Prelato del Papa e Patriarca di Costantinopoli.Il Vescovo di ferro tenterà invano in ogni modo di tornare a Catania.Non accadrà che nel 1717 dieci anni dopo la sua morte e per sua espressa volontà testamentaria.In quell'occasione si prese finalmente la sua eterna rivincita,venne infatti tumulato nella tomba che egli stesso volle:all'interno della Cappella di Sant'Agata.
Porta Uzeda
La Porta Uzeda venne edificata ne 1696,due anni dopo il terremoto,in omaggio al vicerè don Francesco Paceco, duca di Uzeda,venuto a Catania per rendersi conto dei lavori di ricostruzione della città.

Come spesso purtroppo succede,il Riggio venne rimpianto dopo morto persino dai suoi più acerrimi nemici.Addirittura il Senato Catanese si ritrovò ad approvare la realizzazione di opere precedentemente negate al Vescovo.Accadde col Seminario dei Chierici.Distrutto dal terremoto,il Camastra lo avrebbe voluto ricostruire in altra sede,il Vescovo lo vuole mantenere sulla stessa storica piazza, il Piano Sant'Agata(oggi Piazza Duomo).Alla fine la spunta Riggio,il seminario viene ricostruito vicino la cattedrale,di fianco al Palazzo vescovile.Com'era successo col convento delle Benedettine il Vescovo vorrebbe unificare i due edifici,separati da una porta che segna l'ingresso in Città tramite il solito ponte.Com'è facile supporre il Senato gli nega il permesso. L'esilio impedirà al Riggio il consueto colpo di mano.Ma ancora una volta il Vescovo avrà l'ennesima postuma soddisfazione,i due edifici nel 1750 verranno collegati,se ne occuperà l'Ing.Francesco Battaglia...
"egli imprime ai lavori un ritmo indiavolato,arricchisce l'edificio con un fitto paramento a bugne,con ornamentazioni alle finestre,alla tribuna,al portale;realizza gli intonaci del camerone degli alunni,getta le fondamenta della Cappella;avvia i sospirati lavori di congiungimento con la Cattedrale essendosi intanto ottenuto dal Senato l'autorizzazione a costruire lo dammuso sopra la porta della marina"L.Sciacca
Ricostruiamo! ma...

“Facevano a gara i cittadini per ricostruire case e palazzi” scrive lo storico benedettino Vito Amico.
Il fervore della ricostruzione dà il tono alla vita di Catania settecentesca; per decenni essa è tutto un cantiere, che attrae popolazione e maestranze, che mette in moto l'economia, che apprende nuove tecniche e le dissemina a sua volta.
Una esperienza preziosa per gli architetti, come i catanesi Alonzo di Benedetto e Francesco Battaglia, Girolamo Palazzotto da Messina, il palermitano Giovan Battista Vaccarini, e poi il toscano Stefano Ittar e tanti altri ( fonte:Comune di Catania)
Ciò che sbalordisce,nella storia della ricostruzione di Catania,è l'eccezionale velocità con la quale Don Eusebio Massa posò la prima pietra del suo palazzo;il 2 Febbraio 1693! A meno di un mese di distanza dalla scossa che sbriciolò Catania,prima ancora che il Vicario del Re arrivasse in Città.E se la tempestiva ricostruzione dimostra lo spirito e l'intrapendenza con le quali i catanesi affrontarono la tragedia,quello del Barone Massa fu un vero colpo di mano che mise il Camastra di fronte al fatto compiuto,costringendolo o perlomeno convincendolo ad inglobare la nascente costruzione nel piano regolatore che si apprestava ad approvare.Certamente il Camastra accettò l'iniziativa del frettoloso costruttore e lo favorì,non si capirebbe altrimenti perchè mai nella progettazione della nascente Strada Luminaria(oggi via Etnea)non si tenne conto della prospettiva dell'Etna!Sarebbero bastati pochi metri di flessione a sinistra ed il cratere centrale sarebbe stato visibile persino dalla porta Uzeda offrendo uno spettacolo ancora più esclusivo.E possibile credere che il Camastra non considerò questo aspetto, che se ne dimenticò o cheforse fece al Barone Massa qualche concessione di troppo?Comunque siano andate le cose quel che è certo è che pochi metri avrebbero radicalmente e per sempre cambiato lo sfondo della via Etnea.

La rinascita di Catania è ufficializzata dalla pubblicazione del nuovo Piano Regolatore,per realizzarlo il Duca si avvale della consulenza di un Ingegnere militare,anche se la firma apposta in fondo al progetto è la sua,a conferma del fatto che il Camastra è assolutamente e indiscutibilmente l'autore assoluto dell'avvio della ricostruzione della Città,tutto passa dalle sue mani,tutto deve essere da lui approvato.Da quando è giunto a Catania egli ha sfamato,consolato,guidato questo popolo derelitto.Egli ha valutato l'opportunità di ricostruire o meno,ha ascoltato le suppliche dei catanesissimi Cilestri,Moncada,Tezzano,Biscari...Alla fine Lui ha deciso che Catania si sarebbe ricostruita sulle sue stesse macerie e non altrove;poche cose sono rimaste in piedi:Il Castello e le mura di cinta,ma l'aria e salubre,le terre fertili,c'è abbondanza di acque.La Città può rinascere sullo stesso sito. Certo,il Piano Regolatore marca Camastra è discutibile,non tanto riguardo la suddivisione delle strade e delle piazze ,che anzi dovranno essere edificate larghe e belle,quanto per la differenzazione dei prezzi dei terreni che favorisce i nobili a discapito del popolo.Ma si sa, nessuno è perfetto.
Una linea ideale divideva la città in due parti, assegnando ai terreni due diversi prezzi convenzionali: quella ad ovest, in cui il prezzo dei terreni veniva scontato di circa un terzo, fu destinata ad accogliere, come già prima, i quartieri popolari; verso est si concentravano invece gli edifici della nobiltà laica ed ecclesiastica. Le strade larghe, interrotte da piazze frequenti e regolari, costituivano una precauzione antisismica. Furono definiti gli assi viari principali, sovrapponendo delle linee rette all'antico corso tortuoso delle vie e sottolineando, nella parte ovest del Corso, l'antico impianto della città romani.
E per finire... Grazie Spagna!!

E' stato un post lunghissimo,l'argomento è inesauribile,del resto il terremoto del 1693 ha modificato stravolgendola la storia della Sicila orientale e del suo popolo.Un popolo che all'epoca non era italiano bensì spagnolo.Come sarebbero andate le cose se Garibaldi fosse già sbarcato,cioè se nel '600 fossimo già stati italiani.Il nostro governo avrebbe agito come fece Re Carlo?Avrebbe esonerato per anni le città colpite dal pagamento di tasse e gabelle?Avrebbe inviato un delegato come il Duca Di Camastra, con le borse piene di soldi da spendere per l'immediata ricostruzione?E ancora,le città si trasformarono in cantieri in fermento attirando tra le proprie mura un gran numero di "forestieri" allettati dai grandiosi progetti di ricostruzione.L'Italia avrebbe potuto/voluto fare altrettanto?Sarebbero sorte strade,monumenti,palazzi sontuosi?E la Chiesa avrebbe agito come fece? Sarebbe bastata la tenacia di un Vescovo per ottenere dal Vaticano i fondi per la riedificazione di centinaia di meravigliose chiese e monasteri?
Insomma, ci abbiamo guadagnato a diventare italiani?Se ha rispondere a questa domanda fossero i terremotati di Messina del 1908 la risposta sarebbe probabilmente"NO".Certo parliamo di due epoche diverse,ma se volessimo fare un paragone tra il sisma di Messina e quello di San Francisco, avvenuto a soli due anni di distanza,non potremmo non accorgerci dell'enorme differenza tra la ricostruzione made in Italy e quella americana.O no?
Auguri
a chi sa ridere,a chi sa ascoltare,a chi non sa tutto,a chi quando piove pensa ai cani randagi,a chi ha detto "se avrei",a chi pensa con la sua testa,a chi ha un vero amico e a chi è un vero amico.
a Damiano,un angelo che sorride dal cielo e alla sua mamma che si sforza per sorridere ancora.
a Grazia che nonostante la sclerosi multipla avrà un bimbo.
Auguri alle persone speciali,e a chi sa trovare qualcosa di speciale in ogni persona.
Francesca
L'aria palermitana è calda e odorosa dei primi gelsomini della stagione. E'una tipica giornata di Giugno,le panchine del porto pullulano di gente di tutte le razze ,di mercanzie colorate:spezie odorose, frutta e ortaggi della Conca attendono di essere imbarcati per raggiungere il "continente".Oggi il porto è tutto un via-vai di curiosi,agenti di sicurezza,funzionari municipali.Finalmente due vascelli attraccano dolcemente con il loro prezioso carico. E' il 9 Giugno 1687 quando per ordine di Carlo II°Re di Spagna sbarca in Sicilia il pluriblasonato
Juan Francisco Pacheco,
Gomez,Sandoval,Mendoza,Aragon,Toledo,
Velasco,Tellez,Giron,
per farla breve Don Euzeda,Vicerè di Sicilia.
Non era il primo.Dal 1415 la Sicilia da Regno era scaduta in Viceregno ed in 272 anni di dominio spagnolo i vicerè che si alternarono alla guida della multietnica isola godettero di poco spazio per le iniziative personali.I rappresentanti del Rey dovevano seguire alla lettera le istruzioni contenute nella Restrictio Viceregum ;una sequela di norme rigidissime dettate dal sovrano in persona,regole difficilmente raggirabili,alle quali noin potè opporsi nemmeno il Parlamento Siciliano.Con l'assenzo del Sovrano di Spagna i Vicerè in Sicilia costruirono castelli,palazzi,monumenti,acquedotti,ospizi e sopratutto chiese. Il Vicerè Euzeda regnò in Sicilia fino al 1696.Altri gli succederanno,dopo gli spagnoli anche i Savoia,gli Asburgo ed i Borbone regneranno in Sicila tramite i vicerè.
L'Euzeda dei "Viceré" di Federico De Roberto non ha nulla a che fare con il vero vicerè spagnolo di Sicilia.L'autore ha utilizzato questo nome per il suo personaggio ambientato nella Catania di metà ottocento.Una fantasia letteraria che fa rivivere gli Uzeda 2 secoli dopo.
Avete visto il film? Vi è piaciuto?
FRANCI
categorie: i vicerè, -10 societa multietnica, ivicere